Congedo parentale 2026: guida completa alle novità

Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) è stata introdotta una novità rilevante: l’età massima del figlio entro cui è possibile utilizzare il congedo parentale passa da 12 a 14 anni. Un cambiamento che riguarda molte famiglie e amplia le possibilità di conciliare lavoro e vita privata. In questa guida trovi le informazioni principali sul congedo parentale nel 2026: chi può richiederlo, quanto dura, come viene retribuito e come presentare la domanda all’INPS.

Cura dei figli e lavoro: perché il congedo parentale è uno strumento fondamentale (h2)

Il tema della cura dei figli e della conciliazione tra lavoro e vita privata è diventato sempre più centrale nel dibattito sul lavoro in Italia. Molte famiglie si trovano ogni giorno a gestire l’equilibrio tra impegni professionali, responsabilità genitoriali e bisogni educativi dei figli, soprattutto nelle fasi più delicate della crescita.

In questo contesto, strumenti come il congedo parentale rappresentano una leva fondamentale di tutela sociale. Consentono ai genitori lavoratori di dedicare tempo alla famiglia senza dover rinunciare al proprio percorso professionale, promuovendo al tempo stesso una maggiore condivisione delle responsabilità tra madri e padri.

Negli anni il sistema di tutele si è evoluto proprio per rispondere meglio ai bisogni delle famiglie e favorire un equilibrio più sostenibile tra lavoro e vita privata. Le novità introdotte nel 2026 si inseriscono in questo percorso, ampliando le possibilità di utilizzo del congedo parentale.

Che cos'è il congedo parentale (h2)

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro riconosciuto dalla legge italiana a entrambi i genitori, con l'obiettivo di consentire loro di dedicarsi alla cura dei figli nei primi anni di vita. È regolato dal Decreto Legislativo n. 151 del 2001, noto come Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità.

A differenza del congedo di maternità obbligatorio (riservato alle madri) e del congedo di paternità obbligatorio (riservato ai padri), il congedo parentale è uno strumento flessibile: i genitori possono scegliere liberamente quando e come utilizzarlo, in modo continuativo o frazionato, a seconda delle esigenze familiari e lavorative.

La differenza tra congedo di maternità, paternità e parentale (h3)

Molti genitori confondono questi due istituti, ma è importante distinguerli:

  • Congedo di maternità: obbligatorio, spetta alla madre per 5 mesi intorno al parto (2 mesi prima e 3 mesi dopo), con indennità dell'80% della retribuzione.

  • Congedo di paternità obbligatorio: spetta al padre per 10 giorni lavorativi intorno alla nascita del figlio, con indennità al 100%.

  • Congedo parentale: facoltativo, spetta a entrambi i genitori nei primi anni di vita del figlio, con indennità al 30% (salvo eccezioni).

Congedo parentale 2026: il limite di età del figlio sale da 12 a 14 anni (h2)

La principale novità introdotta dalla Legge n. 199/2025, in vigore dal 1° gennaio 2026, riguarda l'estensione del limite di età del figlio entro cui è possibile richiedere il congedo parentale.

La legge oggi dice:

Fino al 31 dicembre 2025: congedo parentale fruibile fino ai 12 anni di età del figlio. Dal 1° gennaio 2026: congedo parentale fruibile fino ai 14 anni di età del figlio.”

Questo significa che i genitori lavoratori dipendenti possono ora chiedere giorni di congedo parentale anche durante l'ingresso alle scuole medie, un momento spesso delicato per i ragazzi, o in qualsiasi altra fase di particolare necessità familiare che si verifichi prima dei 14 anni.

La modifica interviene sugli articoli 32, 34 e 36 del D.Lgs. 151/2001, aggiornando la normativa di riferimento per adeguarla ai nuovi bisogni delle famiglie italiane.

A chi si applica la nuova norma (h3)

L'estensione a 14 anni si applica ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti, sia nel settore pubblico che in quello privato. Per le seguenti categorie restano invece invariati i limiti precedenti:

  • lavoratori e lavoratrici iscritti alla Gestione Separata INPS: limite rimasto a 12 anni;

  • lavoratori autonomi: limite rimasto a 12 anni.

Per queste categorie, la precedente soglia dei 12 anni continua ad applicarsi fino a eventuali futuri aggiornamenti normativi.

Durata del congedo parentale: quanti mesi spettano? (h2)

Indipendentemente dalla nuova estensione del limite di età, la durata massima del congedo parentale rimane invariata. Ogni genitore ha diritto a un massimo di sei mesi di congedo. Il totale complessivo per entrambi i genitori è così strutturato:

  • Fino a 10 mesi complessivi se entrambi i genitori ne usufruiscono (6 mesi ciascuno, ma non cumulabili oltre il limite totale).

  • Fino a 11 mesi complessivi se il padre si astiene dal lavoro per un periodo non inferiore a tre mesi.

Il congedo può essere utilizzato in modo continuativo (settimane o mesi consecutivi) oppure in modo frazionato, anche a giorni singoli, in base alle esigenze della famiglia e alle politiche aziendali.

Quanto si prende durante il congedo parentale: la retribuzione (h2)

Durante il congedo parentale, il genitore non percepisce l'intero stipendio, ma ha diritto a una indennità economica erogata dall'INPS. Le percentuali variano in base all'età del figlio e alla durata del congedo fruito.

Grazie alle novità degli ultimi anni, per i lavoratori dipendenti sono previsti periodi specifici con un'indennità più elevata. In particolare, la Legge di Bilancio aveva già introdotto un periodo retribuito all'80% della retribuzione media giornaliera per un mese di congedo parentale, entro il primo anno di vita del bambino (o entro il primo anno dall'adozione/affidamento). Si tratta di un incentivo importante per favorire la condivisione delle responsabilità genitoriali.

Per la restante durata del congedo parentale, la percentuale standard di indennità è pari al 30% della retribuzione media giornaliera, per un totale complessivo di nove mesi (da suddividere tra i due genitori). Con il nuovo limite a 14 anni, questa percentuale rimane invariata, ma si amplia la finestra temporale entro cui è possibile usufruirne.

Come presentare la domanda di congedo parentale all'Inps nel 2026?

La domanda di congedo parentale deve essere inoltrata telematicamente tramite il portale ufficiale dell'INPS. Per presentare la domanda di congedo parentale, è necessario seguire questi passaggi:

  • Accedere al portale INPS (www.inps.it) con le credenziali digitali: SPID, CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

  • Navigare nella sezione dedicata a "Maternità e Paternità" e selezionare la voce "Domande di maternità e paternità".

  • Scegliere il tipo di congedo richiesto (madre o padre) e indicare il periodo di astensione desiderato.

  • Allegare la documentazione eventualmente richiesta dal datore di lavoro (es. certificato di nascita, atto di adozione).

  • Inviare la domanda e attendere la comunicazione di esito da parte dell'INPS, che verrà notificata sia al richiedente che al datore di lavoro.

Congedo parentale e smart working: come funziona

Una domanda frequente riguarda la compatibilità tra congedo parentale e smart working. È importante chiarire che questi due istituti non sono sovrapponibili: il congedo parentale determina una sospensione formale del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla modalità con cui si lavora abitualmente.

Anche chi lavora da remoto in modo permanente o ibrido deve quindi richiedere formalmente il congedo parentale e ottenerne l'approvazione. Durante il periodo di congedo non è possibile svolgere attività lavorative, nemmeno in modalità smart working, pena la decadenza dal diritto all'indennità.

Se sei un genitore lavoratore dipendente e desideri saperne di più o presentare la tua domanda, visita il portale ufficiale INPS nella sezione "Maternità e Paternità" o consulta un patronato per ricevere assistenza gratuita nella compilazione della richiesta.