Turismo in Basilicata: numeri in crescita, lavoro e tutele al centro
Il turismo in Basilicata ha superato nel 2025 il milione di arrivi e raggiunto quasi 2,83 milioni di presenze, con una crescita del 12,4% rispetto al 2024. Il primo semestre del 2026 conferma la tendenza, sostenuta anche dall’aumento degli arrivi dall’estero. Dietro questi risultati ci sono lavoratrici e lavoratori impiegati in un settore caratterizzato da stagionalità, ampia diffusione del part time e discontinuità dei rapporti di lavoro. In questo contesto, conoscere i diritti e gli strumenti del welfare contrattuale diventa ancora più importante.
Quando si parla della crescita del turismo, l’attenzione si concentra soprattutto sugli arrivi, sulle presenze e sulla capacità di attrarre nuovi flussi. Ma dietro questi numeri c’è il lavoro quotidiano di migliaia di persone. Dietro un banco reception, ai fornelli di un ristorante, nei servizi di accoglienza e nelle strutture ricettive ci sono lavoratrici e lavoratori che rendono possibile lo sviluppo del settore. Comprendere la crescita del turismo lucano significa quindi osservare anche le caratteristiche del lavoro, le sue fragilità e le tutele che possono sostenerlo.
Arrivi e presenze in crescita: i dati del 2025 e del primo semestre 2026
Nel 2025 la Basilicata ha superato per la prima volta il milione di arrivi turistici. I dati presentati dalla Regione e dall'Apt alla Bit di Milano certificano il superamento, per la prima volta, del milione di arrivi turistici: 1.035.000 arrivi e circa 2,83 milioni di presenze, con una crescita del 12,4% sul 2024 e del 9,7% rispetto al 2019, anno di Matera Capitale europea della Cultura, preso come riferimento storico. Un risultato indicato dalla Regione come un nuovo punto di riferimento per il turismo lucano. La componente italiana resta la base della domanda, con il 67,95% degli arrivi, ma è la crescita della quota estera, salita al 32,05%, a segnare il cambio di passo: tra i mercati esteri più rilevanti figurano Francia, Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Spagna. Matera e la sua provincia restano il principale polo di attrazione regionale, affiancate dal Metapontino e dalla costa tirrenica; incrementi si registrano anche nelle aree interne.
I dati del primo semestre 2026 confermano la tendenza. Secondo i dati della piattaforma Alloggiati Web del Viminale, nel primo semestre dell'anno la Basilicata è tra le regioni italiane con la maggiore crescita di arrivi dall'estero, +11,55%, alle spalle di Calabria, Puglia, Abruzzo e Molise ma davanti a Sardegna e Piemonte. Un dato che si inserisce in un quadro nazionale comunque positivo, con gli arrivi complessivi in Italia cresciuti del 4,43% e quelli internazionali del 6,45% nello stesso periodo. A maggio 2026 il Ministero del Turismo ha inoltre segnalato per la Basilicata un indice di gradimento online prossimo a 90 punti su 100, tra i più elevati a livello nazionale.
Chi lavora nel turismo lucano: una fotografia del comparto
Dietro la crescita degli arrivi ci sono lavoratrici e lavoratori inseriti in un mercato del lavoro ancora fortemente stagionale, ma in espansione. Secondo l'Osservatorio Federalberghi sul mercato del lavoro nel turismo (dati INPS, ultimo report disponibile riferito al 2023), in Basilicata operano in media 1.767 imprese turistiche con dipendenti, per un totale di 8.623 lavoratori medi annui. La stagionalità incide in modo significativo sull’andamento dell’occupazione: si passa dai 6.484 dipendenti di febbraio agli 11.354 di agosto. Nel 2023 il settore turistico lucano ha superato dell’1,4% i livelli occupazionali precedenti alla pandemia, con un incremento particolarmente marcato negli stabilimenti termali. Il comparto presenta una lieve prevalenza femminile: le donne rappresentano il 51,4% delle persone occupate e gli uomini il 48,6%. Quasi il 60% delle lavoratrici e dei lavoratori ha meno di 40 anni e più di un terzo, il 35,4%, meno di 30. Il 16,3% è di cittadinanza straniera. Sul piano contrattuale, l’88,9% è inquadrato con la qualifica di operaio e il 57% lavora con un contratto part time. Il 53% dei rapporti non è a tempo indeterminato: il 39% è a tempo determinato non stagionale e il 14% a tempo determinato stagionale. La discontinuità occupazionale resta quindi un elemento rilevante, soprattutto nei mesi estivi, quando il comparto dei servizi ricettivi arriva a triplicare i propri organici..
Guardando al solo comparto alberghiero, nel 2023 hanno operato in media 127 imprese, con 1.459 dipendenti medi e una punta di 1.820 lavoratrici e lavoratori ad agosto.
Sul fronte retributivo, la retribuzione media annua standardizzata più alta si registra negli stabilimenti termali (26.767 euro), seguiti dall'intermediazione (21.416 euro), dai servizi ricettivi (20.238 euro), dai pubblici esercizi (18.231 euro) e dai parchi divertimento (16.892 euro). Sul piano provinciale, Matera guida la classifica occupazionale con una media di 4.438 dipendenti, davanti a Potenza (4.186), a conferma di come la spinta turistica del capoluogo dei Sassi si traduca anche in occupazione diffusa.
L’importanza del welfare contrattuale per chi lavora nel turismo
In un comparto in crescita, caratterizzato da un’ampia diffusione del part time e dei rapporti a termine, la conoscenza dei diritti previsti dai contratti collettivi può fare concretamente la differenza. Sanità integrativa, previdenza complementare, formazione continua e prestazioni di sostegno al reddito e alla famiglia sono strumenti già previsti dal sistema contrattuale, ma non sempre sono conosciuti da chi potrebbe beneficiarne, anche perché la frammentazione e la discontinuità dei percorsi lavorativi possono rendere più difficile accedere alle informazioni. Il tema riguarda in particolare i rapporti a tempo determinato e stagionali, che aumentano nei mesi estivi insieme alla crescita dell’occupazione nei servizi ricettivi: proprio la discontinuità del rapporto di lavoro può rendere più difficile conoscere e utilizzare tutele e prestazioni a cui si avrebbe comunque diritto. Dietro ogni camera preparata, ogni tavolo servito e ogni persona accolta ci sono lavoratrici e lavoratori. Rendere più accessibili le informazioni sul welfare contrattuale significa contribuire a trasformare i diritti previsti dai contratti collettivi in tutele e prestazioni concretamente fruibili e valorizzare il lavoro che sostiene la crescita del turismo lucano.