Turismo in Calabria: una crescita che passa dal lavoro

Il turismo in Calabria cresce a doppia cifra: +10,56% di presenze tra gennaio e settembre 2025 e il maggiore incremento degli arrivi tra le regioni italiane nel primo semestre 2026. Dietro questi risultati ci sono migliaia di lavoratrici e lavoratori impiegatə in un settore caratterizzato da forte stagionalità e una marcata discontinuità occupazionale. In questo contesto, conoscere i diritti previsti dai contratti collettivi e gli strumenti del welfare contrattuale diventa ancora più importante.


Negli ultimi due anni la Calabria si è distinta tra le regioni italiane per l’aumento degli arrivi e delle presenze. I dati ufficiali descrivono un comparto in espansione, con effetti importanti anche sul mercato del lavoro, che continua tuttavia a essere caratterizzato da una forte stagionalità e da un’ampia diffusione dei rapporti a termine e part time.

Quando si parla di turismo, l'attenzione si concentra spesso sui numeri: gli arrivi, le presenze, la capacità di attrarre visitatori. Ma ogni crescita del settore ha un'altra faccia, meno visibile: quella del lavoro. Dietro ogni camera preparata, ogni tavolo servito, ogni reception aperta ci sono migliaia di lavoratrici e lavoratori che rendono possibile l'esperienza turistica. Comprendere la crescita del turismo significa quindi osservare anche come cambia il lavoro e quali strumenti possono contribuire a rafforzare le tutele di chi vi opera. È proprio l’espansione del comparto, insieme alle sue fragilità strutturali, a rendere ancora più rilevante la conoscenza dei diritti e delle prestazioni previste dal welfare contrattuale.

Arrivi e presenze in crescita: i dati del 2025 e del primo semestre 2026

Il 2025 è stato, per il turismo italiano, l'anno dei record: 185 milioni di arrivi e 483 milioni di presenze a livello nazionale, per una spesa complessiva di 185 miliardi di euro e un impatto sul Pil di 237,4 miliardi. In questo scenario, la Calabria non si è limitata a seguire il trend nazionale, ma lo ha superato con margini netti. Tra gennaio e settembre 2025 le presenze in regione sono cresciute del 10,56% rispetto all'anno precedente, con oltre 1 milione e 436mila visitatori censiti dal ministero del Turismo. A trainare la crescita è soprattutto la componente estera: secondo Bankitalia, nei primi nove mesi del 2025 gli arrivi dall'estero sono stati 393mila, per 3 milioni e 548mila pernottamenti, 1,2 milioni in più rispetto al 2024. Queste presenze hanno generato 444 milioni di euro, il 23,4% in più sull'anno precedente e il miglior risultato mai registrato. I dati ufficiali dell'Osservatorio turistico della Regione Calabria confermano l'intensità di questa fase: nei primi sette mesi del 2025 gli arrivi complessivi hanno toccato quota 1.024.196, con 4.347.992 presenze e un tasso di internazionalizzazione salito al 23,4%, il valore più alto dal 2018. Gli arrivi dei non residenti sono aumentati del 30,1% e le loro presenze del 25,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, con la Germania come primo mercato estero di riferimento, seguita da Polonia e Repubblica Ceca. E la spinta non si è esaurita con l'anno solare. I dati del Viminale sulla piattaforma “Alloggiati Web” certificano che nel primo semestre 2026 la Calabria è la regione italiana con il maggior incremento di arrivi: +10,54% contro una media nazionale del 4,43%, davanti a Umbria e Piemonte. Ancora più marcato il balzo degli arrivi dall'estero, cresciuti del 23,19%, il dato migliore tra tutte le regioni italiane.

I lavoratori del turismo in Calabria: una fotografia

Dietro la crescita degli arrivi c'è un comparto occupazionale ampio, giovane e fortemente stagionale. Secondo l'Osservatorio Federalberghi sul mercato del lavoro (dati INPS 2024), nel settore turistico calabrese, in un anno, hanno operato in media 5.520 imprese, con 30.308 dipendenti medi annui. Ma la fotografia media nasconde un'oscillazione fortissima: si passa dai 20.997 lavoratori di febbraio ai 47.512 di agosto. Nel comparto alberghiero questa dinamica è ancora più evidente: si passa da 1.732 dipendenti a gennaio a 7.708 a luglio. La forte stagionalità continua a rappresentare per lavoratrici e lavoratori uno dei principali elementi di fragilità del mercato del lavoro regionale, così come di molti territori a forte vocazione turistica del Mezzogiorno e, più in generale, del Paese.

Il profilo di chi lavora in questo settore è in larga parte giovane: il 60,5% dei dipendenti ha meno di 40 anni, e più di un terzo (36,5%) meno di 30. Gli uomini rappresentano il 56% e le donne il 44%; quasi uno su cinque, il 19,6%, è di cittadinanza straniera. Sul piano contrattuale, l’86,3% è inquadrato con la qualifica di operaio, e ben il 71,4% lavora con un contratto part time. Guardando alla durata dei contratti, solo il 47% dei rapporti di lavoro è a tempo indeterminato: il restante 53% si divide tra tempo determinato stagionale (23%) e non stagionale (30%). Un dato in movimento, comunque: nel 2024 l'occupazione del comparto è cresciuta dell'8,5% rispetto all'anno precedente, quasi 2.400 posizioni in più, la gran parte nei pubblici esercizi.

Sul fronte provinciale, Cosenza guida la classifica con una media di 10.600 dipendenti, seguita da Catanzaro (6.813), Reggio Calabria (6.574) e Vibo Valentia (3.943), quest'ultima tra le province a maggiore variazione stagionale insieme proprio a Cosenza.

L’importanza del welfare contrattuale per chi lavora nel turismo

Un comparto che cresce a doppia cifra, che assume migliaia di persone ogni estate e che vede la maggioranza delle sue lavoratrici e lavoratori con contratti part time o a termine, è anche un comparto in cui l'informazione sui diritti contrattuali può fare concretamente la differenza. Sanità integrativa, previdenza complementare, formazione continua e prestazioni di sostegno al reddito e alla famiglia rappresentano strumenti già disponibili, ma non sempre conosciuti da chi potrebbe beneficiarne. Questo accade soprattutto nei percorsi lavorativi più frammentati e stagionali, nei quali la discontinuità dei rapporti di lavoro può rendere più difficile conoscere e utilizzare strumenti e prestazioni a cui si avrebbe comunque diritto.

La crescita del turismo rappresenta una grande opportunità per la Calabria. Affinché questo sviluppo produca benefici duraturi, è però importante che cresca anche la consapevolezza dei diritti e delle tutele delle persone che lavorano nel settore. Rendere più accessibili le informazioni sul welfare contrattuale significa contribuire a valorizzare il lavoro che sostiene ogni giorno lo sviluppo del turismo regionale e trasformare diritti già previsti dai contratti collettivi in tutele e prestazioni concretamente fruibili.

 

Consulta le notizie e gli aggiornamenti delle realtà territoriali:

Ente bilaterale Commercio Terziario e Servizi di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia: https://www.entebilaterale-czkrvv.it/

Confcommercio Calabria centrale: https://www.confcommerciocalabriacentrale.it/

Confcommercio Cosenza: https://confcommerciocosenza.it/

 

Scopri quali sono gli Enti Bilaterali Nazionali e i Fondi di Assistenza sanitaria integrativa, Previdenza complementare e Formazione continua: https://welfarecontrattuale.ce-mu.it/calabria/elenco_enti/